V. 10, N. 3 (2018)

Serie XIV - Anno CXXVII


È talento dell’arte calcolare [...] Non è poi diverso dai processi e dai meccanismi dell’arte il sopraggiungere – il manifestarsi per indizi e per tracce – di fenomeni che ci precedono da tempi immemorabili ovvero da un numero sbalorditivo di anni luce, come una fusione di stelle di neutroni con l’onda gravitazionale che ne viene generata.

Mariangela Cacace con GW170817, il cui titolo non ha alcun bisogno di chiarimento, sembra come elevare al quadrato le cifre dell’arte sopra contate: per un verso, infatti, chiama il suo testo pittorico a testimonianza della conferma prodigiosa che si ottiene a beneficio del sapere scientifico, il 17 agosto 2017, con la percezione, proveniente per impulsi da una distanza spazio-temporale pressoché inimmaginabile, di alcune dinamiche all’origine dell’universo che abitiamo; per un altro verso esprime il suo sintonizzarsi sulla frequenza di questa capitale scoperta avendo riguardo per la distanza istitutiva – ovvero per il suo candidarsi ad evento riflesso e rifratto, necessariamente ”lontano” dall’evento eletto – che connota l’arte e ne promuove il polisenso e ne potenzia e ne spicca la capacità di conoscenza. E dunque si potrebbe sostenere, facendo ricorso al linguaggio della retorica delle arti, che è in opera qui la moltiplicazione del procedimento di mise en abyme e cioè una appassionata miseenabyme di una mise en abyme.

GW170817 è un dittico; [...] suggerisce il probabile succedersi di un prima e di un dopo: una sequenza secondo un ordine di fattori che tuttavia può essere mutato senza che il prodotto cambi.

Marcello Carlino, Università di Roma Sapienza